Eckhart Tolle – L’ampio “spazio” in cui tutto accade

 

Caricato da  in data 04/set/2011

“Il momento presente è come è. Sempre. Potete lasciarlo essere? [...]

Quando la vostra attenzione si muove verso l’Adesso, vi è uno stato di vigilanza. È come se vi foste risvegliati da un sogno, il sogno del pensiero, il sogno del passato e del futuro. Così chiaro, così semplice. Non vi è spazio per creare problemi. Solamente questo momento. Così come è.
Nel momento in cui entrate nell’Adesso con la vostra attenzione, vi rendete conto che la vita è sacra. Quando siete presenti vi è una sacralità in ogni cosa che percepite. Più vivete nell’Adesso, più sentite la semplice eppure profonda gioia dell’Essere e la sacralità di tutta la vita. [...]

Quando fate un passo nell’Adesso, fate un passo fuori dal contenuto della vostra mente e l’incessante flusso del pensiero rallenta. I pensieri non assorbono più tutta la vostra attenzione, non vi assorbono totalmente. Fra i pensieri si intervallano la spaziosità e la quiete. Cominciate a rendervi conto di quanto più vasti e più profondi dei vostri pensieri voi siete. [...]

Io non sono i miei pensieri, le mie emozioni, le percezioni dei miei sensi e le mie esperienze. Io non sono il contenuto della mia vita. Io sono la Vita. Io sono lo spazio nel quale tutte le cose avvengono. Io sono la consapevolezza. Io sono l’Adesso. Io Sono. [...]

I ricercatori spirituali cercano l’auto-realizzazione o l’illuminazione nel futuro. Essere un ricercatore implica che avete bisogno del futuro. Se questo è quello che credete, diventa vero per voi: avrete bisogno di tempo fino a che comprenderete che non avete bisogno di tempo per essere chi siete. [...]

Nel corso della vostra vita, potete essere consapevoli di voi stessi come consapevolezza nella quale si svolge l’intero contenuto della vostra vita?
Dite: «Io voglio conoscere me stesso». Voi siete quell’«Io». Voi siete la Conoscenza. Siete la coscienza attraverso la quale ogni cosa è conosciuta. E quella non può conoscere se stessa: è se stessa. [...]

Quindi non potete diventare un oggetto per voi stessi. Quella è la vera ragione da cui sorge l’illusione dell’identità egoica – perché mentalmente fate di voi stessi un oggetto. «Questo sono io», dite. E quindi cominciate ad avere una relazione con voi stessi, e a raccontare agli altri ed a voi stessi la vostra storia.

Quando percepite senza interpretazioni, allora potete sentire che cosa è chi sta percependo. Quello che al massimo possiamo dire in parole, è che vi è un campo di vigile quiete in cui avviene la percezione”

da “Parole dalla Quiete” di Eckhart Tolle

Tratto da: www.astronavepegasus.it

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