Telepatia: quando il KGB la sfruttava nei sottomarini

 

Televisione, telefono, telepatia tutte parole accomunate dalla radice greca tèle, che significa lontano, e accompagnate da desinenze come visione, phonè che significa voce e pàtheia che significa sentimento.

Nell’antichità dal punto di vista tecnologico tutte e tre le parole sarebbero state pura fantasia e invece oggi due su tre sono protagoniste ormai da quasi un secolo della nostra quotidianità.

Resta fuori la terza, forse.

Nelle tradizioni popolari i fenomeni telepatici sono spesso codificati in modi di dire e credenze: il sesto senso, il senso\l’intuito materno, il fiuto, e soprattutto molti racconti di madri, di fratelli, di amanti che pur se distanti percepiscono lo stato d’animo del loro caro.

 

Probabilmente molti di voi avranno sentito raccontare da amici casi dove qualcuno sentiva dalla distanza che un proprio caro era appena morto o gli era capitato qualcosa di grave. Forse proprio  qualcuno di voi che sta leggendo ha provato situazioni simili.

A volte succede di pensare per caso a una persona che da tempo non si sente e poco dopo questa chiama o scrive un messaggio, oppure capita di vivere una serie di coincidenze che riconducono sempre alla stessa persona, allo stesso luogo o alla stessa situazione. Coincidenze che lo psicoterapeuta e saggista Robert Hopcke ha a lungo studiato e definito coincidenze significative (Nulla succede per caso, Robert Hopcke – edizioni Mondadori).

La scienza nello studiare queste possibilità ha sempre realizzato esperimenti cercando di escludere il maggior numero di variabili esterne, e fino ad ora non è emersa nessuna evidenza scientifica.Bene cosa c’è di vero? Siamo noi che ci autosuggestioniamo? Esistono delle reali possibilità telepatiche?

Immaginate di essere degli scienziati che vivono in un mondo dove non esiste la radio: qualcuno ve la porta e vi dice che con quell’apparecchio si possono sentire voci che provengono dal nulla. Allora voi, scienziati, cercate di isolare la radio da tutto per escludere ogni variabile esterna. La radio è sintonizzata su una frequenza senza trasmissioni ma ogni tanto qualche voce in effetti entra. Allora cosa fate, voi brillanti scienziati? Togliete la corrente per escludere anche questa variabile ed in effetti ora la radio non trasmette più nulla. E’ questo purtroppo l’approccio che fino ad oggi ha avuto la scienza verso questo tipo di fenomeni.

Nonostante ciò resoconti di fenomeni telepatici esistono e continuano ad essere riportati. A tal proposito il professor Sergio Angeletti, presidente vicario dell’associazione stampa medico scientifica italiana e membro della New York academy of sciences, racconta di quando era segretario del comitato europeo per lo studio sui gemelli e di come la telepatia tra gemellifosse già allora cosa molto diffusa e da tempo nota.

Non solo, ai primi del ‘900 sembra che il KGB sfruttasse queste capacità telepatiche dei gemelli per i loro esperimenti coi sottomarini. Non esistendo ancora la possibilità di usare la radio per comunicare dal sottomarino alla base a terra venivano prese coppie di gemelli con comprovate capacità telepatiche: una restava sulla terra e l’altra andava nel sottomarino. Se qualcosa andava storto all’interno del sottomarino il gemello rimasto a terra riusciva a percepirlo e a lanciare l’allarme.

Qui una breve intervista in merito:

 

Per chiudere ecco un semplice esercizio in forma di gioco che potete fare tutti.

Scegliete una persona che sia d’accordo con voi e a cui siete legati da amicizia, parentela o amore.

Portate sempre con voi un’agenda o semplicemente il note del vostro smartphone e iniziate ad annotare tutte le volte che questa persona vi viene in mente: scrivete bene giorno, l’ora, cosa state facendo in quel momento e che tipo di immagine state associando alla persona che vi è venuta in mente. Sarebbe l’ideale che questa cosa la facesse anche l’altra persona o che vi alternaste, una settimana uno, l’altra l’altro.

Ovviamente non valgono tutte le volte in cui vi viene in mente perché qualcuno ve ne parla, perché dovete chiamarla o tutte quelle ragioni dove evidentemente non c’è nulla di telepatico. Valgono solo le volte in cui senza alcuna ragione provate una sensazione che vi riporta alla mente questa persona.

Poi periodicamente vi confrontate gli appunti per vedere se in effetti queste corrispondevano a  reali situazioni telepatiche o erano semplicemente suggestioni.

Inizialmente si possono trovare difficoltà, soprattutto generate da noi stessi, dalla nostra voglia di vedere risultati, di avere una ricca casistica, … Se però siete animanti da una sincera voglia di sperimentare presto inizierete a sviluppare un serio discernimento che vi aiuterà interiormente a distinguere i diversi tipi di movimenti interiori: quando è immaginazione, quando è suggestione, quando è volontà e quando è telepatia.

Provate, non si rischia nulla!

Tratto da: http://www.dionidream.com/

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4 risposte a “Telepatia: quando il KGB la sfruttava nei sottomarini

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