HSBC derivati offshore.

Nella lista di evasori della banca anche i tre imputati a Milano. Tutti titolari di conti sull’isola di Jersey.

Celebrità, narcotrafficanti, colletti bianchi, manager truffaldini. Nella lista nera fornita al Daily Telegraph dal «corvo» della Hsbc, colosso bancario britannico finito al centro di un’indagine anti-riciclaggio del Fisco inglese, c’è di tutto. E anche un po’ di Italia.

IL PARADISO DELLA MANICA. Nomi, cognomi, numeri di conto. La soffiata, arrivata lo scorso 9 novembre dai piani alti della City, ha fatto saltare il coperchio a un vero vaso di Pandora sull’isola di Jersey, il paradiso fiscale al centro della Manica. E tra i quasi 8.500 evasori fiscali, indicati dalla gola profonda al fisco di sua maestà, spunta anche qualche vecchia conoscenza delle Fiamme gialle italiane.
TRE ITALIANI NELLA LISTA NERA. I nomi sono quelli di Antonio Creanza e Fulvio Molvetti, della sede milanese di JP Morgan, e Claudio Arosio di Deutsche Bank. Sui tre, imputati nel processo per la presunta truffa dei derivati al Comune di Milano, i pm stanno acquisendo nuova documentazione dai colleghi d’Oltremanica.
LO SCANDALO DEI DERIVATI. Certo, una bella coincidenza. Secondo la procura di Milano, Creanza, Molvetti e Arosio, assieme ad altrettanti funzionari delle filiali milanesi di altre banche straniere, la svizzera Ubs e l’irlandese Depfa Bank, avrebbero venduto tra il 2001 e il 2005 a Palazzo Marino titoli derivati con certificazioni di convenienza «taroccate», per un danno totale di oltre 200 milioni di euro.
I contratti, stipulati dall’amministrazione meneghina durante l’amministrazione di Gabriele Albertini (ora candidato di centrodestra alla Regione Lombardia), sarebbero stati convenienti, sì, ma solo per le banche. «Un’aggressione alla comunità», l’ha definita il pm Afredo Robledo che lo scorso luglio ha chiesto pene di 12 mesi di reclusione per Creanza, 11 per Arosio e 8 per Molvetti.
I CONTI SULL’ISOLA DI JERSEY. Ed ecco che, a pochi mesi dall’inizio del processo, salta fuori che tutti e tre gli imputati sono titolari di conti presso una stessa filiale della Hsbc, guarda a caso proprio in quel mini-paradiso fiscale nella Manica che, secondo il governo inglese, avrebbe la funzione di «lavanderia» per i soldi sporchi di mezzo Regno Unito (e non solo).

Nella lista di quasi 8.500 nomi, anche 163 italiani

L'isola di Jersey, nel mezzo della Manica, è un paradiso fiscale.L’isola di Jersey, nel mezzo della Manica, è un paradiso fiscale.

I tre funzionari bancari, comunque, sarebbero in buona compagnia. La lista di 8.474 nomi di titolari di fortune più o meno grandi, fatte approdare nell’isola offshore attraverso depositi cifrati della Hsbc, stando alle rivelazioni del «corvo», è una vera miniera d’oro.
Nell’elenco dei furbetti ci sono, tra l’altro, un presunto trafficante d’armi del Devonshire, un narcotrafficante inglese trapiantato in Venezuela e ricercato da Scotland Yard, e pure colui che è stato definito «il secondo più grande truffatore di internet» del Regno Unito.
UN RAGGIRO DA 1 MLD DI STERLINE.In tutto, il maltolto ammonterebbe a oltre 1 miliardo di sterline. Soldi provenienti dall’Inghilterra (699 milioni, presso 4.388 conti) ma non solo. Sono ben 33 i Paesi stranieri, europei e non solo, che avrebbero letteralmente «colonizzato» l’isoletta del Canale.
Nella classifica, dopo il Regno Unito vengono Israele, con 602 evasori in lista, la Francia con 527, la Spagna con 333, gli Stati Uniti con 117. E anche gli italiani non se la cavano male. Oltre ai tre funzionari, infatti, sono ben 163 i connazionali che avrebbero approfittato delle agevolazioni fiscali del paradiso della Manica, e dei favori, veri o presunti, della Hsbc.
Non che Hsbc sia nuova a scandali del genere. La prima banca del Regno Unito (con 6.900 uffici in 84 Paesi, 85 milioni di clienti e qualcosa come 136 miliardi di dollari di capitalizzazione) già si prepara a pagare una super-multa da 1 miliardo e mezzo di dollari negli Usa per violazione delle norme anti-riciclaggio.
IL CASO GRECO. Come se non bastasse, il 27 ottobre scorso il settimanale greco Hot Doc ha pubblicato una lista di 2.059 nomi di potenziali evasori greci, titolari di conti presso la sede della banca a Ginevra (una mossa che è costata il carcere all’autore dello scoop il giornalistaKostas Vaxevanis). Ora, alla lista greca si è aggiunta, tra le altre, una mini-lista italiana. Su cui tutti gli occhi sono puntati e vige, per il momento, il più assoluto segreto.

Lunedì, 12 Novembre 2012

Tratto da: http://www.lettera43.it/

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Una risposta a “HSBC derivati offshore.

  1. il pm robledo ha chiesto una condanna da 8 a 12 mesi, ma?perchè non ha chiesto da 8 a 12 giorni, oppure ore….—–con queste richieste di pena è più che normale che la corruzione dilaghi su tutti i fronti…..——ma, come funziona più la truffa è grossa e più scende la richiesta di condanna, mi sembra di si……per far ritornare la legalità c’è bisogno di pene più severe per cercare di limitare il fenomeno e non certo per sradicarlo……….

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