Sebirblu – il pensiero, la sua natura e le forme che produce.

Come promessovi, cari lettori, ecco la mia relazione sull’origine e la natura del pensiero.

 Per ovvi motivi, durante i secoli ne è stata accuratamente tenuta segreta la potenzialità onde non dare adito a chi, non evolutivamente preparato, avrebbe potuto abusarne utilizzandolo per gli scopi più abbietti.
 Ora, sulla soglia della Transizione, è giusto dare la possibilità a tutti di conoscere più da vicino questo “strumento” sebbene sia un’arma a doppio taglio che può arrecare bene o male molto in profondità.
 Il Pensiero e la sua natura
 Innanzitutto che cos’è il pensiero? È l’estrinsecazione di una volontà!
 L’inizio del Vangelo di Giovanni dice: “In Principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio”.
 Il verbo è la parola.
La parola è la concretizzazione di un pensiero a livello fisico, cioè il pensiero in atto. Però alla base di tutto c’è la volontà di emettere tale pensiero, il quale poi, sul piano fisico, si traduce in parola.
Quindi Giovanni ha voluto dire che “In Principio la Parola era” perché in principio c’era la Volontà del Creatore di creare. Egli perciò ha emesso un Pensiero e quel pensiero si è tradotto in atto nella Creazione stessa.

Ecco perché il pensiero è l’estrinsecazione di una volontà.

Se l’individuo non ha preso coscienza del suo Sé spirituale, emetterà un pensiero distorto in rapporto all’armonia della Legge Divina.
Se invece sarà consapevole, lo uniformerà alla volontà del Padre rientrando in un comportamento adeguato e pertinente alla sua Origine effettiva.
 L’Essere umano ha ricevuto gli strumenti adatti per potersi allineare a questa Suprema e Sapiente Volontà del Divino Genitore e QUI, ne avrete un’ampia e illuminante spiegazione. Essi sono il PENSIERO, la RAGIONE e la COSCIENZA.
 Questi tre elementi danno la possibilità ad ognuno di non fare errori e di procedere più speditamente nella propria evoluzione spirituale.
 Del corpo mentale (inferiore e superiore) e delle vibrazioni pensative ne ho parlato,QUI, QUI e QUI, dunque ora proseguiamo nell’analisi della natura stessa del pensiero.
 Esso può essere debole o forte, in rapporto all’evoluzione singola, proprio perché viene diretto dalla volontà, quindi più questa è potente tanto più l’individuo emetterà pensieri di una certa forza.
 Può raggiungere brevi o grandi distanze in relazione alla capacità di concentrazione e all’uso che se ne vuole fare. Ad esempio, l’emissione di un pensiero può dare maggiore sopportazione al dolore e consente di guarire anche molto lontano.
 Può infine essere più o meno canalizzato in base alla facoltà di mantenerlo scevro da interferenze estranee che ne annullerebbero la dirittura, facendolo deviare e riducendone l’efficacia.
 Queste tre caratteristiche sono molto importanti quando si desidera inviare pensieri di soccorso.
 Tale strumento è determinante, inoltre, per gli spostamenti fuori dal corpo fisico e siccome sui piani dimensionali superiori ci si sposta alla sua velocità, è necessaria una volontà forte e canalizzata per poter raggiungere la meta stabilita.
Dal film “Al di là dei sogni”

È fondamentale che l’Essere umano acquisisca la capacità di non lasciare mai la mente inerte ed assente onde evitare spiacevoli e pericolosi affiancamenti da entità indesiderate, rimanendo sempre presente a sé stesso e consapevole della sua produzione pensativa.

 (Per approfondire, leggere la mia relazione sul “Problema del Male” postato dopo i due messaggi di M. Mathieu sulle astuzie dell’Oscurità, QUI).
In ogni caso, quando si è coscienti del proprio Sé Divino, si è anche difesi da eventuali influenze negative che rimbalzeranno da dove sono venute a discapito purtroppo, e con gli “interessi”, di chi le ha emesse.
 L’uomo è vulnerabile e subisce l’infecondazione occulta soltanto se fa suoi i pensieri degli altri che vengono attirati dal suo stesso comportamento arbitrario e fuori dalla regola spirituale.
 Bisogna sapere che noi tutti siamo immersi in un oceano di pensieri altrui, sia creati da persone che hanno corpo fisico, sia da quelle che non l’hanno e di conseguenza è molto facile essere influenzati da presenze esterne.
 Queste pullulano intorno a noi; si sentono a loro agio nelle basse vibrazioni emesse dall’umanità inconsapevole e materialista tanto che approfittano della diffusa debolezza mentale ma soprattutto spirituale per assorbire energie vitali a loro così necessarie.
 Ecco perché è così importante, quando ci sono dei bambini, controllare cosa si pensa perché, non avendo ancora essi gli “anticorpi” dello Spirito, sono più facilmente soggetti ad essere influenzati in modo deleterio.
 L’attività della mente prosegue, oltre l’intera giornata, anche durante il sonno producendo pensieri che abitualmente vengono chiamati sogni. Noi stessi ne siamo gli artefici perché le nostre creazioni assumono delle forme.

Dal momento che in quello stato siamo liberi dalle pastoie di terza dimensione (perché il nostro veicolo fisico è addormentato), possiamo vederle e il più delle volte, non essendo consapevoli, le scambiamo per vere mentre la loro reale natura è illusoria.

 Naturalmente accade anche durante la veglia ma non possiamo scorgerle perché la materia densa ci fa da schermo però a breve, assottigliandosi il divario tra la terza e la quarta dimensione, le vedremo unitamente a quelle degli altri.
 Le forme pensiero sono di due tipi: concrete e astratte. Ciò è strettamente correlato al genere di creazione mentale che produciamo.
 Durante la concezione noi attiriamo energia, a seconda dei pensieri, sia dal piano eterico-astrale che da quello mentale ed è per questo che si concretizzano ed esistono realmente sui rispettivi piani.
 Da pensieri concreti avremo forme concrete e da pensieri astratti, per esempio filosofici o matematici, le avremo astratte e in questo caso assumeranno caratteri diversi di ordine geometrico, sinusoidale o spiraliforme.
 Esse sono anche colorate e la loro frequenza cromatica si differenzia e  contraddistingue  i  vari  tipi di  pensieri che le hanno originate.
 Così avremo le gamme più scure e dense come le tonalità che vanno dal nero al marrone ai rossi scuri o verdastri per le emissioni pensative cariche di materialità e quelle più elevate e spirituali che si evidenzieranno per i toni e le sfumature più brillanti e trasparenti come i diversi gialli, i blu-azzurri e gli indaco-violetti.

Ecco spiegato perché la nostra aura, l’irradiazione che viene emanata dai nostri corpi sottili, può essere più o meno luminosa a seconda del livello evolutivo raggiunto e, agli occhi di coloro che sanno e che la possono scorgere, apparire come una vera carta di identità!

 Infatti ogni colore, ogni sfumatura corrisponde o ad un vizio o ad una virtù acquisita rispetto al cammino dello Spirito e dobbiamo essere consapevoli che fra poco tempo non potremo nascondere più nulla della nostra vera situazione animica.
 Dobbiamo anche tener presente che la legge d’attrazione vige in tutto l’Universo e che quindi ciascuna produzione pensativa attirerà a sé energia della medesima lunghezza d’onda sia in senso negativo che positivo.
 Dipende da noi dunque star bene durante l’arco di tutta la giornata e soprattutto nel sonno perché se impariamo ad utilizzare il mentale proiettandoci maggiormente  verso  le cose  più  elevate attireremo a  noi pensieri analoghi i  quali ci daranno la  forza  necessaria  per  ascendere  sempre  di più.
 Non è forse questo il nostro grande anelito in prossimità della tanto desiderata Transizione che ci coinvolgerà tutti?
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Una risposta a “Sebirblu – il pensiero, la sua natura e le forme che produce.

  1. non avrei mai potuto immaginare fino ad alcuni anni fa la grande potenza del pensiero e la forza di attrazione che ne consegue…….come dire il pensiero è un progetto che attira a se altri progetti quindi l’ importante è che la base del progetto sia per il bene di tutti e tutto altrimenti sappiamo cosa succede, basta guardarsi attorno…..—–è un’ arma molto pericolosa se usata male, ma arrivati a questo punto è un bene che si sappia come può essere utilizzata per contrastare chi ne ha fatto cattivo uso….pensiamoci………….

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