Il senso della vita è viverla

new_lifeMaestro: È vero che proprio io ho scelto di ritornare in un corpo?
Ramtha: Chi altro avrebbe dovuto scegliere per te?
Maestro: Ma allora, puoi dirmi perché ho scelto questo tempo e questo luogo per tornare?
Ramtha: Per fare esperienza della vita in questo tempo e in questo
Maestro: Ma non esiste un particolare fine, per raggiungere il quale ho scelto di tornare?
Ramtha: Il “particolare fine”, maestro, è il privilegio di sperimentare la vita.
Maestro: Quindi potrebbe essere tutto.
Ramtha: Può essere tutto. Ma non è una cosa specifica. Sei tornata semplicemente per sperimentare la vita. Tu hai scelto “te”. E perché no? Hai scelto questo tempo – e perché no? È un tempo meraviglioso. La vita ora è inpiena fioritura – ed anche tu lo sei.
Vivere è diventata un’esperienza irrilevante e non apprezzata, tanto che, anziché vivere, si cerca di fare qualcos’altro. Eppure il primo e fondamentale motivo per cui sei qui è semplicemente vivere! La cosa più gloriosa che puoi compiere in questa vita, maestro, è di viverla pienamente. Non è una verità? Cosa sarebbe un grande Re, se non avesse prima la vita per diventarlo?

Essere re non è stato il suo fine. Lo è diventato solo perché ha deciso che poteva essere un’esperienza piacevole. La cosa più importante però è stata aver vissuto fino al momento in cui è potuto diventare re!La tua più grande impresa nella vita sarà viverla pienamente.  Forse questo non è proprio ciò che vuoi sentire, ma ti assicuro, maestro, che quando starai per morire, apprezzerai questa risposta. Tutti pensano di dover avere una giustificazione per la loro esistenza. “Ah, maestro”, mi dicono, “qual è il mio destino qui, il senso di questa vita? So che c’è un motivo per cui sono qui.” E allora rispondo: “Vivere!” e loro sono perplessi e si sentono infelici, perché si aspettano un piano minuziosamente elaborato in cui aleggiano sopra un grande monte come salvatori dell’umanità, avvolti in vesti d’oro e attorniati da uccelli cinguettanti. Il tuo fine, maestro, è semplicemente vivere. Tutto ciò che fai per questo, aumenterà la tua bellezza e contribuirà all’espansione globale della vita.Se riconosci che la cosa più importante è vivere e, che è vivendo che guadagni i tuoi “punti”  che sei qui perché desideri essere qui, perché vuoi  essere qui, che sei stata tu dal profondo del tuo essere a considerare questo un luogo piacevole per tornare, allora avrai compreso anche tutto il resto. Ognuno torna in questa esistenza perché vuole vivere ed esprimersi qui. Questa è la priorità di tutta l’umanità. Questa è la priorità del Padre che vive in voi. Non esiste quindi l’obbligo di diventare una cosa precisa, ma di essere, il più pienamente possibile, in ogni momento della vita. E ciò che si chiama “creazione”. E a questo siete spinti, perché è il Dio in voi che vi spinge a creare. Non siete qui per un qualche destino, ma per vivere e per fare in ogni momento della vita ciò che il vostro sé creatore, la vostra anima, vi spinge a fare. Per questo tutto è possibile nel regno della creazione. Potete creare inenarrabili regni, inenarrabili vite. Potete raggiungere la vostra pienezza. Potete diventare qualunque cosa desideriate se solo vi siete permessi esplicitamente questa libertà. E appena avrete scoperto di essere degni di sperimentare tutto ciò, potrete far risplendere della vostra luce qualsiasi realizzazione, in qualsiasi momento vogliate Sapete perché alcuni esseri tra i più illuminati sul vostro piano sonovagabondi e vivono vagabondando? Perché vivono nel momento e fanno solo ciò che devono fare per vivere e per continuare il loro cammino. E così sono stati in molti luoghi, hanno visto e fatto molte cose, hanno incontrato molti esseri.Per questo hanno raccolto da diverse direzioni una grande conoscenza e comprensione dello spirito umano. In questa situazione sono molto illuminati  e molto felici, perché hanno concesso a sé stessi la libertà di andare e venire come vogliono.
Voi mi direte: “Ma, non hanno nessun fine nella vita!”
Il loro fine è di vivere nel momento e, quando ne hanno voglia, di fare qualcosa di nuovo e di avventuroso.Questa vita, maestro, non è stata creata per essere una prigione. E stata concepita come piattaforma per la creatività e l’espressione, come luogo dove abbondano i colori e le sfide, dove sono possibili interludi ed avventure sempre tesi a darvi gioia. 

Maestro: Ma Ramtha, fin da piccola ho sempre avuto l’impressione di voler andarmene, che questa non fosse la mia dimora, ma che ci fosse un qualche altro luogo.
Ramtha:Ma c’è un altro luogo. La vita si svolge continuatamente su molti diversi livelli e in molti luoghi. Questa è una verità.
Tuttavia ti dirò un’altra verità: se tu non avessi veramente voluto essere qui, non saresti tornata. La forza della vita nel profondo del tuo essere vuole fare esperienza di questa vita allo scopo di imparare e di ricavarne felicità. Pensi forse di essere un’entità “superiore” venuta qui solo per constatare che questo posto è troppo miserabile per viverci? Un essere “superiore” trova la felicità ovunque esso sia. Quando i tempi su questo piano si fanno difficili, forse è d’aiuto pensare di andare in altri luoghi, perché ciò rende la vita qui un po’ più sopportabile. Ma infine comprendiamo che, ovunque noi siamo, di quel luogo ne facciamo sempre ciò che scegliamo di farne, un luogo buono o cattivo, felice o infelice, eccitante o noioso. Sono unicamente i nostri atteggiamenti interiori e i nostri giudizi che determinano le esperienze nella nostra vita. È bello far parte di questo luogo meraviglioso. Il Padre prospera qui come prospera in tutti i luoghi – perché Egli è tutti i luoghi! Se impari ciò, maestro, sarai una donna saggia. C’è una virtù maggiore che sapere che esiste un altroluogo: prendere questa vita e renderla il più grande possibile – facendone esperienza in ogni sua parte ed amandola! Allora questa vita ti colmerà. 

E quando lascerai questo piano non ci sarà più nulla qui da sperimentare che ti costringa a tornare. Coloro che arrivano qui con un unico piccolo intendimento e gli restano fedeli perché esso è socialmente accettabile, al momento della morte soffrono e sono pieni di rimpianti,  pensando che avrebbero dovuto fare questo, avrebbero dovuto fare quello, amare questo e sposare quello. Tutti questi “avrei-dovuto” li riporteranno qui per fare esperienza dell’ “ora-posso-avere”, fino ad esserne sazi; e allora non torneranno più.

Maestro: Ma allora io sono tornata perché avevo un “avrei-dovuto”, ma non socos’è!
Ramtha: Maestro, è vivere! Se questo è troppo semplice da capire, allora creati uno scopo per vivere e perseguilo, con tutto il cuore. Ma quando l’avrai realizzato, per che cosa vivrai? Per un altro scopo e a questo ne seguirà unaltro e un altro ancora.

Maestro: Quindi non sono tornata per una cosa specifica che in questa vita potrei anche non riuscire a realizzare?
Ramtha:Mia cara, la saggezza è l’insieme delle emozioni accumulate. Per questo ogni essere si distingue dagli altri su questo piano. Non farai esperienza di cose che hai già sperimentato e capito, perché non ne senti il desiderio. Sarai attirata sempre da cose che devi ancora capire, da avventure che hanno in sé la promessa di appagamento e di saggezza, perché esse ti ecciteranno, ti sedurranno, ti renderanno curiosa e non ti lasceranno pace. Se ti permetterai semplicemente di essere e darai ascolto a ciò che urge dentro di te, ai sentimenti in te, farai sempre l’esperienza che più ti serve per espandere il tuo meraviglioso sé verso una maggiore saggezza e una gioia perpetua.
Maestro, lascia che ti aiuti a comprendere e a superare le tue perplessità: se hai bisogno di un motivo per vivere, fa che questo motivo sia l’unica cosa che sarà con te per tutta l’eternità e cioè “l’amore per il sé”.

Esso durerà per sempre. L’amore per te stessa continuerà per l’eternità, mentre lo scopo di essere questo o quello verrà raggiunto in questa vita, per essere poi sostituito da un altro. Fai tutto quello che puoi per espanderti verso una maggiore saggezza e un amore più profondo per te stessa – fai cioè qualunque cosa che ti renda il piùgrande possibile ai tuoi occhi, che sono gli occhi più discriminanti che esistano.

Tu, maestro, sei il senso della vita. Se tutti superano la convinzione di dover fare questo o quello, o di essere destinati a questo o a quello e se si concentrano sull’essere, vivendo decisamente nel momento, troveranno una felicità e una libertà più grandi di quelle conosciute finora e saranno restituiti alla vita come dovrebbe essere vissuta veramente.
Questo è il senso della tua vita: essere!

Ramtha da Dio è in Te – La divinità dimenticata

Tratto da: http://www.visionealchemica.com/

Una risposta a “Il senso della vita è viverla

  1. Eh sì, si ritorna sempre lì, all’amore per sè, così difficile da mettere in pratica, almeno per me, ma piano piano, un passo alla volta, forse non in questa vita, sono certa che raggiungerò questo nobile obiettivo.

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