Antichi astronauti extraterrestri scambiati per divinità dai nostri antenati?

antichi-astronautiDurante la seconda guerra mondiale, le truppe americane crearono delle basi aeree su alcune remote isole dell’oceano Pacifico. Per i nativi, che non avevano esperienza di tecnologia avanzata, la vista di quegli “uccelli di metallo giganti” che atterravano faceva loro pensare che i loro dei avessero scelto la Terra come loro dimora.

Vedendo atterrare e decollare quei grossi aerei, le popolazioni primitive non potevano non considerare “sovrannaturale” tutta la tecnologia che noi consideriamo normale. La cosa che gradivano di più da quei grossi aerei era il cibo distribuito a gratis: i soldati americani consegnavano grossi carichi di viveri come aiuto alle popolazioni locali.

 

Alla fine della guerra le basi militari dell’Oceano Pacifico furono chiuse, e di conseguenza cessò il rifornimento di merci. Per attrarre nuovamente le navi e invocare nuove consegne di merci, i credenti del culto del cargo istituirono rituali e pratiche religiose, come la riproduzione grossolana di piste di atterraggio, aeroplani e radio e l’imitazione del comportamento osservato presso il personale militare che aveva operato sul luogo.

Così nacquero vere e proprie religioni! Questo fenomeno, conosciuto come “Culto del Cargo“, si è sviluppato principalmente in alcuni angoli remoti della Nuova Guinea e in altre società tribali della Melanesia e della Micronesia in concomitanza con l’arrivo delle prime navi esploratrici occidentali del XIX secolo. Culti simili sono però apparsi anche in altre parti del mondo. Durante gli ultimi sessantacinque anni il culto del cargo è diminuito fino a scomparire quasi del tutto. Sull’isola di Tanna, nella Repubblica di Vanuatu, sopravvive ancora il culto di Jon Frum, uno dei più conosciuti, che nacque prima della guerra e divenne in seguito un culto del cargo.

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È evidente come l’analogia di questi culti della “carne in scatola” si inserisca molto verosibilmente nello scenario descritto dai teorici degli Antichi Astronauti. Secondo questi ricercatori, qualcosa di molto simile potrebbe essere successa nel passato remoto dell’umanità. É possibile che Antichi Astronauti extraterrestri abbiano visitato la Terra migliaia di anni fa venendo scambiati per divinità e facendo nascere intere religioni?

 

Extraterrestri in visita sulla Terra scambiati per divinità?

Il 20 luglio 1969, gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin diventano i primi uomini a mettere piede sulla Luna, proprio come alieni in visita da un altro mondo. Fino ad allora era stata solo fantascienza, ma ora, tutto ciò che si può immaginare sembra possibile. Se l’uomo può viaggiare nello spazio e viaggiare su altri pianeti, perchè esseri da altri pianeti non potrebbero visitare il nostro pianeta?

In un’ondata di moderni avvistamenti di UFO, emerge una nuova teoria e cioè che gli alieni abbiano visitato la Terra nell’antichità e siano stati considerati degli dei. Ma ammesso che sia vero, non dovrebbe esserci qualche prova? Forse c’è! Dobbiamo sono aprire i nostri occhi e la nostra immaginazione: la prova, forse, è proprio attorno a noi.

Nel 2002 la sonda terrestre Mars Odyssey rivela enormi giacimenti di ghiaccio sotto la superficie di Marte. La presenza di ghiaccio e la possibilità di acqua suggeriscono che la vita possa essere stata sostenuta, o addirittura generata, anche su un altri pianeti. Dopo decenni di shuttle orbitanti e rover robotizzati, l’idea di rimandare l’uomo nello spazio, su Marte ed oltre, riaccende l’immaginazione e riporta in auge la nozione che l’umanità ed esseri extraterrestri si siano incontrati nel passato.

Nel maggio del 2008, il Vaticano fa una dichiarazione sconvolgente. Per la prima volta nei suoi duemila anni di storia, la Chiesa Cattolica riconosce la possibilità dell’esistenza di vita intelligente su altri pianeti e che credere negli extraterrestri non contraddice la fede in Dio. Questo significa che stiamo entrando in un’era in cui l’universo comincia ad essere considerato in maniera diversa rispetto a prima. Ma cosa ha innescato questa repentina inversione di rotta nel pensiero religioso? La Chiesa potrebbe essere stata influenzata da recenti scoperte scientifiche?

 

Alieni nei testi sacri del Giudaismo?

Se visitatori da altri pianeti furono considerati dei, non dovrebbero esserci delle annotazioni scritte al riguardo? Forse la risposta è proprio sotto il nostro naso, in uno dei luoghi più incredibili di tutti: la Bibbia! Erich von Däniken, autore del best sellerGli alieni torneranno, è fermamente convinto che la Terra sia stata visitata in passato da esseri provenienti da altri pianeti, e questo è assolutamente coerente con la sua fede in Dio e nella Bibbia. É solo una questione di interpretazione.

«Bisogna capire che io credo profondamente in Dio, ma da giovane il mio Dio doveva essere onnipotente e non avrebbe mai avuto bisogno di un veicolo per spostarsi o innalzarsi in volo», racconta von Däniken in una intervista su History Channel.

In quello che i cristiani chiamano Antico Testamento ci sono, infatti, diversi riferimenti alle visite di Dio sulla Terra e dei suoi angeli. A volte, queste visite sono accompagnate da un rumore tremendo e nuvole di fumo. Nel libro di Ezechiele, per esempio, il profeta dichiara di aver assistito ad una visita da parte di esseri celesti scesi dal cielo a bordo di una fantastica macchina volante. Per von Däniken, sarebbe una descrizione dettagliata di un avvistamento alieno:

“Io guardavo, ed ecco un vento tempestoso avanzare dal settentrione, una grande nube e un turbinìo di fuoco, che splendeva tutto intorno, e in mezzo si scorgeva come un balenare di metallo incandescente. Quanto alle loro fattezze, avevano facce d’uomo; poi tutti e quattro facce di leone a destra, tutti e quattro facce di toro a sinistra e tutti e quattro facce d’aquila. Gli esseri andavano e venivano come una saetta. Io guardavo quegli esseri, ed ecco sul terreno una ruota al fianco di tutti e quattro. Le ruote avevano l’aspetto e la struttura come di topazio e tutte e quattro la medesima forma; il loro aspetto e la loro struttura erano come di ruota in mezzo a un’altra ruota.

Potevano muoversi in quattro direzioni; procedendo non si voltavano. Avevano dei cerchioni molto grandi e i cerchioni di tutt’e quattro erano pieni di occhi. Quando quegli esseri viventi si muovevano, anche le ruote si muovevano accanto a loro e, quando gli esseri si alzavano da terra, anche le ruote si alzavano. Dovunque lo spirito le avesse sospinte, le ruote andavano e ugualmente si alzavano, perché lo spirito degli esseri viventi era nelle ruote. Quando essi si muovevano, anch’esse si muovevano; quando essi si fermavano, si fermavano anch’esse e, quando essi si alzavano da terra, anch’esse ugualmente si alzavano, perché nelle ruote vi era lo spirito degli esseri viventi.

Al di sopra delle teste degli esseri viventi era disteso una specie di firmamento, simile a un cristallo splendente, e sotto il firmamento erano le loro ali distese, l’una verso l’altra; ciascuno ne aveva due che gli coprivano il corpo. Quando essi si muovevano, io udivo il rombo delle ali, simile al rumore di grandi acque, come il tuono dell’Onnipotente, come il fragore della tempesta, come il tumulto d’un accampamento”. [Ez 1,5-27].

Ezechiele non solo descrive quello che vede, descrive anche quello che sente e nell’insieme definisce tutto come “Gloria di Dio“! Il profeta descrive anche diverse creature alate a quattro facce con sembianze umane, che viaggiavano su dispositivi volanti lucenti con delle ruote. Nella “Gloria di Dio” c’è qualcosa di simile ad un trono e su di esso è seduto un essere che sembrava umano.

Ezechiele afferma che questo essere si spostava grazie ad un veicolo provvisto di ali, il cui rumore era simile al rombo di una cascata. Ezechiele vede “una ruota in una ruota” e questo oggetto sembra più di alta tecnologia che sovrannaturale. Considerando che non possiamo pretendere che quelle persone potessero cogliere la differenza tra sovrannaturale e alta tecnologia, il racconto di Ezechiele potrebbe avere un fondamento storico reale interpretato con categorie religiose.

libro-di-enoch.jpgC’è un altro personaggio della tradizione giudaica che von Däniken prende a campione per dimostrare le sue tesi: Enoch. Enoch compare una sola volta nella Bibbia, ma molto più spesso sulle versioni apocrife dell’Antico Testamento. Nel “Libro di Enoch“, si racconta che questo bisnonno di Mosè fu rapito in cieloda Dio per ben trecento anni.

Viene portato in cielo e lì incontra “l’Altissimo” (la Grande Gloria) che nella religione ebraica è uno dei nomi di Dio. L’Altissimo dice ai suoi servi: “insegnate a questo giovane la nostra lingua e poi insegnategli la scrittura”.Così Enoch inizia a scrivere dei libri. Enoch sarebbe il primo testimone oculare di un contatto tra l’umanità e una specie extraterrestre.

Quando furono scritti tutti questi racconti, la scrittura era un’invenzione relativamente nuova e la prima cosa che i primi autori misero per iscritto furono avvenimenti che accaddero per davvero. Erano avvenimenti talmente importanti e significativi che i nostri antenati dovevano metterli per iscritto. Perchè la società moderna non riesce ad accettare che queste storie potrebbero essere vere?

 

Gli dei delle altre religioni

Di questi fenomeni sovrannaturali non si interessa solo la Bibbia. Quasi ogni religione possiede storie simili su divinità con poteri e abilità spettacolari, che discendono sulla Terra e influenzano direttamente la storia dell’umanità. Negli antichi scritti epici sanscriti dell’India, ci sono numerose descrizioni di “Vimana“, ovvero mitiche macchine volanti in uso alle divinità. In uno di questi resoconti, il Bhāgavata Purāna, che risale addirittura a più di 5.000 anni fa, c’è la descrizione di un veicolo volante in metallo pilotato da un re di nome Nirga.

In altri testi sanscriti come il Mahābhārata, il Rigveda e il Rāmāyana, si possono trovare descrizioni di Vimana larghe fino a 30 metri e con le stesse capacità di un velivolo moderno. Un vimana produceva un fascio di luce che, se puntato su un bersaglio, lo consumava con la sua potenza. Questo fascio fotonico sembrerebbe un’arma laser di incredibile potenza. Più che un testo religioso, sembra un racconto di fantascienza! La cosa stupefacente è che tutte quest storie sono accettate come vere dalla moderna società indiana.

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E’ difficile pensare che queste descrizioni siano semplicemente il frutto dell’immaginazione perchè, anche se furono scritte migliaia di anni fa, corrispondono a quanto riferito dalla gente oggi in caso di avvistamento di UFO. E’ possibile che ci troviamo di fronte a delle vere e proprie “cronache” di fatti realmente accaduti, descritti dagli autori come meglio potevano?

 

Le misteriose pitture rupestri dell’Età della Pietra

Oltre alle testimonianze scritte, altre prove della venuta di antichi astronauti sul nostro pianeta potrebbero trovarsi nelle numerosi pitture rupestri e sculture in pietra che è possibile trovare in tutto il mondo. Le immagini valgono più di mille parole. Quando vediamo dei disegni in una grotta che sembrano raffigurare degli astronauti con il casco, cos’altro potrebbero essere se non dei cosmonauti extraterrestri?

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Tutte queste antiche raffigurazioni o statue, ritraggono figure abbigliate in modo strano per quei tempi così antichi, con dei copricapo insoliti. Ma si tratta davvero di raffigurazioni di visitatori di altri mondi che atterrarono sulla Terra migliaia di anni fa? Come spiegare altrimenti queste curiose creature che indossano caschi, hanno antenne, che sembrano vestiti con delle tute “spaziali”? La domanda è: cosa videro i nostri antenati da sentirsi spinti a ritrarlo sulle pareti delle caverne?

In una città del Guatemala, c’è una scultura che richiama in modo inquietante un astronauta di oggi. Indossa un casco, c’è una specie di boccaglio e sul petto ci sono come dei comandi o un dispositivo per la respirazione. Come fu possibile creare una cosa simile 1.500 anni fa?

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In Colombia, invece, sono stati ritrovati migliaia di artefatti tombali che somigliano incredibilmente agli aeroplani di oggi. Ci sono le ali, c’è la fusoliera e c’è la pinna in coda verso l’alto, che non appare in natura, ma che esiste solo nell’aerodinamica moderna. I nostri antenati videro qualcosa di simile volare in cielo?

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Un altro artefatto molto interessante lo si può osservare nel museo di Istanbul. C’è questo uomo dello spazio seduto dentro una specie di navicella. Si vedono le mani e si vedono delle tubature collegate presso qualche dispositivo. Indossa una tuta e le gambe sono piegate. Anche ad un occhio inesperto sembra molto aerodinamico e sembra sicuramente qualche cosa che proviene dallo spazio cosmico.

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I nostri antenati furono testimoni di qualcosa e cercarono di raffigurarlo nel modo migliore che potevano, con le categorie culturali e immaginative dell’umanità primitiva. La cosa stupefacente è che benchè queste culture umane si trovassero a grande distanza l’una dalle altre, tutte raccontano le stesse esperienza di contatto alieno, quasi a voler testimoniare che tutti facciamo parte  di una gerarchia cosmica di esseri senzienti.

 

Gli extraterrestri torneranno

Erich%20von%20D%C3%A4niken.jpgNel 1968, appena un anno prima dell’epico volo spaziale di Neil Armstrong sulla Luna, viene pubblicato un libro che cambia per sempre il mondo in cui molti, nella comunità scientifica e religiosa, vedono il loro pianeta natale.

Dell’autore svizzero Erich von Däniken, Gli extraterrestri torneranno vuole dimostrare che degli esploratori alieni visitarono la Terra migliaia di anni fa e che furono considerati degli dei dalle popolazioni primitive. L’autore si chiede se i nostri antenati possano essere stati influenzati dalla visita di questi extraterrestri, di questi “dei“!

Agli occhi delle popolazioni primitive, le possibilità offerte dalla tecnologia degli alieni devono essere sembrate vere e proprie forze soprannaturali. Questo significherebbe che abbiamo bisogno di nuove spiegazioni riguardo all’origine dell’uomo.

Von Däniken, grazie al suo libro, fu capace di sottolineare molte anomalie nella storia alle quali gli archeologi tradizionali non sanno rispondere in modo adeguato. La sua era un’idea rivoluzionaria: degli dei dallo spazio cosmico erano giunti sul pianeta e avevano aiutato l’uomo a creare la civiltà. Nonostante la grande popolarità del libro, le teorie di  von Däniken vengono disprezzate dagli scienziati e derise dai teologi. La comunità scientifica continuava ad attribuire le “anomalie archeologiche” all’ingegno e alla tecnologia dell’uomo.

La teoria di von Däniken potrebbe avere un serio valore scientifico? Per trovare la risposta, si stanno svolgendo ricerche in tutto il mondo e la prova potrebbe trovarsi proprio sotto i nostri occhi. Se esseri alieni avessero visitato la Terra migliaia di anni fa, come avrebbero cercato di comunicare con i nostri antenati? E non esisterebbe qualche prova fisica del tempo che trascorsero sul nostro pianeta?

 

Le misteriose Linee di Nazca

Una risposta potrebbe trovarsi nel deserto di Nazca, in Perù. In cima ad un arido altopiano che si estende per circa 80 chilometri, il paesaggio è decorato da innumerevoli disegni geometrici e figure. Sorvolando il deserto si vedono delle linee simili a delle piste di atterraggio che cominciano e finiscono in maniera brusca. La più lunga è di 23 chilometri ed è diritta, senza nessuna curva, e termina in una di queste piste di atterraggio.

Tutte queste linee, grandi e piccole, compongono gigantesce figure sul terreno, raffiguranti pesci, ragni, scimmie, gorilla, ma così enormi che è possibile vederli soltanto ad alta quota. Furono tracciate da persone o da “qualcuno”, migliaia di anni fa. A chi erano indirizzati i misteriosi disegni delle famose Linee di Nazca, visibili soltanto da altitudini elevate? «I disegni sono fatti per qualcuno che vola! Su questo non si può discutere!», afferma lapidario von Däniken!

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Le linee non subiscono erosione perchè le condizioni climatiche di quell’altopiano peruviano sono tali che non c’è vento, nè pioggia. La sostanza bianca di cui sono fatte le linee è stata analizzata dall’Università di Desdra e risulta essere un “vetro cristallino”, inodore e insapore. Non sembra essere una sostanza naturale, quindi a Nazca sembra, effettivamente, che ci sia qualcosa che non va! Il passo successivo per comprendere il mistero di Nazca sarebbe quello di scavare, ma questo non è permesso dalla autorità peruviane. Nazca è considerato un luogo sacro e come tale non si può alterare, né investigare.

L’archeologia classica continua a fornire le spiegazioni più plausibili sulla funzionalità del sito, suggerendo che le linee potevano essere utilizzate come canali di irrigazione (in un luogo dove la pioggia è un fenomeno estremamente raro!), oppure fungevano da calendari astronomici giganti, o potevano essere sentieri per l’adorazione religiosa. La verità è che se si guarda Nazca dall’alto, si ha l’impressione di osservare un vero e proprio aeroporto, con quelle linee larghe che sembrano delle piste di atterraggio.

Nessuno ha idea del motivo per cui è stato creato un sito così particolare come quello di Nazca. Secondo la teoria degli Antichi Astronauti, le lunghe strisce rettilinee potevano essere delle vere e proprie piste di atterraggio per veicoli extraterrestri. Oppure, secondo l’altra famosa teoria che ipotizzerebbe l’esistenza di un’avanzata civiltà umana antidiluviana, queste piste sarebbero state utilizzate dagli atlantidei prima del cataclisma globale che colpì il nostro pianeta 12.000 anni fa.

Ma i geoglifi giganti non sono l’unico mistero che circonda Nazca. Sorvolando l’altopiano di Nazca, è possibile notare che alcune delle montagne sono state spianate artificialmente. Se si fa un confronto con le montagne circostanti il sito, ci si accorge che queste hanno delle creste evidenti, mentre alcune risultano perfettamente piatte, come tranciate di netto. Il vero mistero è che il materiale di risulta di quella montagna spianata risulta completamente scomparso. Che ne è stato?

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Ma perchè gli extraterrestri avrebbero scelto proprio l’altipiano di Nazca per stazionare sulle Terra? Se per ipotesi una nave aliena arrivasse sulla Terra e voglia scoprire molto velocemente di cosa è fatto il pianeta, Nazca sarebbe il posto ideale da visitare e ricavare questo tipo di informazione, prelevando campioni e facendo esperimenti, perchè l’altopiano peruviano, ancora oggi, è una delle regioni più ricche di materie prime al mondo. C’è di tutto: oro, uranio, ferro, ecc… in quantità enormi. Quelle zone sono il “riassunto” delle risorse minerarie terrestri.

 

Il famoso sito di Palenque in Messico

Ma per  Erich von Däniken e per altri sostenitori della teoria degli Antichi Astronauti, forse l’illustrazione più significativa si trova in Messico. Il sito archeologico maya diPalenque era abbandonato da secoli quando fu scoperto per caso dai conquistadores spagnoli. Nelle profondità di una tomba segreta, sotto uno dei templi secolari, c’è il sarcofago di 7 tonnellate del sovrano di Palenque del VII secolo, Pakal il grande.

Re Pakal era un misterioso leader maya. Era un gigante alto due metri e mezzo e i maya lo adoravano come se fosse stato una specie di divinità. Il sarcofago di Re Pakal è adornato con incisioni che sono diventate un esempio classico di arte maya. Gli archeologi tradizionali ritengono che l’illustrazione del sarcofago raffiguri Paqual che scende negli inferi dei maya, ma i teorici degli Antichi Astronauti interpretano l’incisione in maniera molto diversa.

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Si vede un uomo intento a pilotare una specie di capsula, con una sorta di maschera sul naso. Con la mano in alto sta manipolando una serie di comandi, con la mano in basso sta accendendo qualcosa. Il tallone del piede sinistro è su una specie di pedale e fuori dalla caspula si vede una fiamma. Secondo Von Deniken, potrebbe essere una prova decisiva dell’esistenza degli extraterrestri.

Se pensiamo all’aspetto dei nostri astronauti quando si trovano in un razzo, con tutto l’equipaggiamento addosso, notiamo delle somiglianze. Perciò bisogna porsi la domanda: questo artefatto ha solo un valore simbolico, oppure hanno cercato di raffigurare, con la loro comprensione limitata per l’epoca, ciò che stava accadendo? Re Paqual era semplicemente un re maya amato da tutti? Oppure è possibile che si trattatava di un importante visitatore da un pianeta molto lontano?

 

Una mappa che non dovrebbe esistere

Nel 1929 viene scoperta una mappa misteriosa dipinta su pelle di gazzella. Gli archeologi attribuiscono il documento ad un ammiraglio turco del XVI secolo di nomePiri Reis. La stranezza è che questa mappa, in netto contrasto con le altre esistenti a quel tempo, è che essa rappresenta terre emerse che all’epoca non erano ancora state esplorate. Inoltre, la mappa raffigura la costa dell’Antartide così come essa appare sotto l’attuale coltre di ghiaccio. Questo significa che la mappa fu creata in un periodo in cui l’Antartide era libera dal ghiaccio, ovvero, molti milioni di anni fa!

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La mappa raffigura dettagliatamente anche le coste di Europa e Nord Africa, ma è comunque l’illustrazione dell’Antartide settentrionale a sbalordire i teorici degli Antichi Astronauti, dato che questa regione non sarebbe stata scoperta se non dopo 300 anni. L’Antartide è coperta da ghiacci dello spessore di 1 chilometro e il radar capace di leggere sotto il ghiaccio fu inventato solo nel 1956, perciò una mappa del 1531 che mostra in maniera accurata questa topografia è piuttosto interessante.

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Se si sovrappone la mappa di Piri Ris su una moderna mappa del mondo, si rimane a bocca aperta nello scoprire che la carta antica è accurata fin nel più minuto dettaglio. Come potevano i creatori di quella mappa vecchia di centinaia di anni conoscere montagne o fiumi che non erano ancora stati scoperti?

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