Arrivano gli influencer pagati dall’UE contro i siti anti-euro

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Di: Debora Billi
La UE ha deciso di addestrare eurotroll per impedire la diffusione di “sentimenti anti euro”. Così l’anno prossimo voteremo secondo prescrizione.
Beh che dire, preparatevi: tra qualche mese, ogni volta che qualcuno su Internet, Facebook o Twitter si azzarderà a menzionare certe parole chiave, vedrà l’assalto dei troll pronti ad azzannarlo.
Scrivere “uscire dall’euro”, “MES”, “fiscal compact”, “ritorno alla lira” o altre parole ad alto rischio di critica attirerà subito gli esperti del caso, quelli
bravissimi asfottere, deridere, insinuare, insomma a buttare tutto in caciara. Troll professionisti. L’ha scoperto il Telegraph, che racconta come l’Unione Europea si stia preparando alle elezioni del prossimo anno cercando di preservare se stessa e le proprie istituzioni investendo qualche milione di euro allo scopo. Così l’articolo:
“Particolare attenzione sarà prestata ai Paesi che hanno sperimentato un aumento dell’euroscetticismo“, dice un documento confidenziale dello scorso anno. “I comunicatori istituzionali del Parlamento dovranno avere l’abilità di monitorare le conversazioni pubbliche e il sentiment popolare, per capire gli argomenti di tendenza, e avere la capacità di reagire velocemente, in un modo mirato e rilevante, unendosi alla conversazione ed influenzandola, per esempio, fornendo fatti e distruggendo miti.” Il training per i funzionari comincerà questo mese.

Qualche deputato ha protestato, sostenendo che “spendere più di un milione di euro peraddestrare funzionare pubblici a diventare troll di Twitter in orario di ufficio, è uno spreco e una cosa ridicola”.
Oltre che ridicola, a me pare anche una cosa piuttosto inquietante. Non che sia la prima volta: abbiamo assistito ad invasioni di troll finti-scienziati durante la marea nera della BP due anni fa, e ricordiamo anche l’iniziativa del governo giapponese di offrire viaggi gratis a chi raffreddasse la “paura Fukushima“. Sicuramente, inoltre, c’è al momento in giro un piccolo esercito di troll al soldo di questo o quel partito allo scopo di influenzare le nostre opinioni nell’imminenza delle elezioni. Si sgamano da un chilometro, eh.
Ma è la prima volta che un’istituzione pubblica di tale importanza, come è l’EU,  assoldi troll perorientare le elezioni politiche che la riguardano direttamente nella direzione che ritiene più comoda. E’ un gesto assolutamente antidemocratico, la dimostrazione (qualora ce ne fosse ancora bisogno) che l’istituzione europea così come è oggi è intrinsecamente dittatoriale e fascista.
E adesso, aspettiamo pure l’arrivo degli eurotroll.
(Grazie ad A.Bagnai per la segnalazione)

Fonte: http://crisis.blogosfere.it/2013/02/europa-1-milione-di-euro-per-addestrare-i-funzionari-a-fare-i-troll.html

Tratto da:http://terrarealtime.blogspot.it/

4 risposte a “Arrivano gli influencer pagati dall’UE contro i siti anti-euro

  1. Si, avete assolutamente ragione. Noi avevamo già notato operazioni sospette per cercare di manipolare i risultati dei motori di ricerca. E lo abbiamo anche sperimentato di persona, per esempio con i nostri articoli e con il relativo simbolo su Mario Smonti. Ma ancor di più con i nostri recenti articoli sui veri evasori fiscali e sui veri motivi dell’imposizione della moneta elettronica. In pochi giorni (se non ore) dalla pubblicazione infatti, abbiamo notato un proliferare di articoli con titoli civetta in apparenza di protesta ma che poi, leggendo l’articolo, in maniera molto subdola propagandavano l’uso della moneta elettronica. Invitiamo lettori e blogger a diffondere articoli come il vostro sugli influencer pro-euro ed i nostri sui veri evasori fiscali e le vere motivazioni per le quali vogliono imporci la moneta elettronica. Anche temi come quelli da voi riportati sul “Gold Shadow” sono importantissimi. Diffondiamo il più possibile questo tipo di articoli per evitare che certi temi siano affossati nei motori di ricerca da manipolatori di professione. Ci metteremo subito all’opera.
    Un saluto

  2. Da tempo non ho più dubbi sul fatto che l’istituzione europea così come è oggi sia intrinsecamente dittatoriale e fascista. Sarebbe utile che tutti se ne rendessero conto.

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