Ancora asteroidi intorno alla Terra: uno è passato ieri, l’altro passerà il 9 marzo. ipotesi Nemesis?

2013-et-01In questo turbolento inizio di anno 2013, con passaggi ravvicinati di comete e meteoriti esplosi nell’atmosfera del nostro pianeta, le visite di asteroidi impertinenti non cessano. Altri due passano a distanza da brivido nei pressi della Terra a distanza di qualche giorno l’uno dall’altro.

Mentre l’asteroide 2013 EC ha salutato la Terra il 4 marzo dalla stessa distanza della Luna, un altro asteroide è in fase di avvicinamento. Chiamato 2013 ET, il sasso cosmico ha un diametro di circa 100 metri. E’ stato scoperto il 3 marzo 2013 dal programma di ricerca dell’università dell’Arizona Catalina Sky Survey, spiega l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope.

 

L’asteroide, grande quanto un campo da calcio, transiterà il prossimo 9 marzo ad una distanza dalla Terra pari a 2,5 volte la distanza tra il nostro pianeta e la Luna. La distanza e le dimensioni non favoriranno la visuale agli appassionati, ma sarà possibile seguire il passaggio della roccia cosmica suhttp://www.astrowebtv.org

Secondo gli astronomi 2013 ET non rappresenta alcun pericolo per la Terra. Tuttavia, è inquietante sapere che entrambi gli asteroidi sono stati scoperti solo pochi giorni fa, un preavviso troppo breve se ci fosse stato pericolo di impatto. In effetti, i corpi celesti che sfrecciano inosservati a poca distanza da noi sono numerosi. Gli astronomi stimano che i meteoriti che orbitano nei pressi della Terra siano circa un milione, ma solo 9700 sono stati scoperti fino ad oggi.

Oggetti non individuati in precedenza potrebbero colpire la Terra senza preavviso, come è avvenuto in Russia qualche settimana fa. Molti scienziati sottolineano l’urgente necessità di ampliare e migliorare le risorse per il rilevamento degli asteroidi. [Un UFO ha distrutto il meteorite in Russia prima che cadesse a Terra?].

2013-et-02.jpg

Eppure, negli ultimi due mesi gli avvistamenti e le notizie sugli asteroidi sembrano essere aumentate notevolmente: è solo perchè il trauma dell’impatto in Russia ci spinge ad essere più diligenti in fatto di asteroidi, oppure c’è effettivamente un aumento delle rocce in transito nei pressi della Terra?

La prossima cometa a transitare nel cielo terrestre sarà la PanSTARRS, prevista per Pasqua. Questa cometa proviene dalla Nube di Oort, l’enorme inviluppo di piccoli corpi ghiacciati, residuato della formazione del Sistema Solare, che avvolge come un enorme guscio il Sistema Solare interno e che si suppone si estenda sino a circa 100.000 unità astronomiche dal Sole. [In arrivo la cometa di Pasqua].

Poi sarà la volta di ISON, un’altra cometa in arrivo dalla Nube di Oort, la quale si mostrerà in tutto il suo splendore entro la fine del 2013, con una luminosità che dovrebbe superare 15 volte quella della luna. [Ecco le prime immagini di ISON scattate da Deep Impact].

Infine, si attende per l’anno prossimo il passaggio della cometa C/2013 A1. Il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della Nasa ha calcolato che la cometa transiterà a meno di 63 mila chilometri dalla superficie di Marte. Sebbene le probabilità di un impatto catastrofico siano al momento basse, gli astronomi si tengono in allarme tenendo sotto osservazione la traiettoria della cometa. [Ottobre 2014: Marte potrebbe essere colpito da una cometa].

Come scrive Sabrina Pieragostini su extremamente.it, al di là dell’interesse scientifico, l’approssimarsi di tutte queste comete suscita pure qualche perplessità e più di un interrogativo tra gli addetti ai lavori, dato che si tratta di numerosi corpi celesti in avvicinamento dalla Nube di Oort. Ma ultimamente ne stanno arrivando più del normale.

PanSTARRS si sta muovendo dalla Costellazione della Libra, con un’orbita molto inclinata ed iperbolica. La vedremo presto senza bisogno di telescopi nei nostri cieli. Ison, la supercometa che apparirà più luminosa della Luna dal prossimo dicembre, proviene dal quadrante del Cancro. Nei giorni scorsi è stata fotografata dall’astronomo belgaAlfons Diepvens.

ison.jpg

Elaborando quella immagine, in realtà non particolarmente nitida e precisa, c’è chi ha ipotizzato un diametro complessivo di nucleo e chioma di addirittura 2300 km. Sarebbe necessaria un’immagine radar dell’oggetto celeste per stimarne con esattezza la grandezza, comunque  probabilmente superiore ai 200 chilometri per il solo nucleo. È praticamente  impossibile che il telescopio spaziale Hubble non l’abbia ancora fotografata, ma i dati non sono stati resi noti. Un silenzio (o una censura?) da parte della Nasa che un pò preoccupa.

C/2013 A1, l’ultima novità,  diventerà invece visibile dall’ottobre del 2014. È la terza cometa in pochi mesi, dunque. Senza contare gli asteroidi, uno che ci ha sfiorato, l’altro che, del tutto inatteso, nello stesso giorno è esploso sopra la Russia. Ma perchè proprio adesso e tutti insieme? La teoria che incomincia a circolare tra i siti non ufficiali non è delle più gradevoli.

A spingere questi corpi sarebbe un oggetto celeste dall’enorme massa che nel suo movimento attraverso la Nube di Oort destabilizza le orbite di ciò che incontra sul suo cammino, allontanandolo da sè e quindi fiondandolo verso il centro del sistema solare.

Questo perturbatore sarebbe Nemesis, la stella gemella “spenta” del nostro Sole. E non è una fantasia da romanzieri, visto che nel 2010 a sostenere l’esistenza di un sistema binario originale poi abortito sono stati due astronomi, John Matese e Daniel Whitmire, con un articolo pubblicato dalla rivista scientifica “Icarus”.

Il secondo sole mancato si troverebbe ad 1 Anno Luce da noi e sarebbe grande almeno 4 volte Giove. Enorme, ma non abbastanza per diventare una stella: al di sotto della massa minima di una nana bruna è impossibile che si inneschi la fusione del deuterio.

Il compagno del Sole sarebbe dunque un proto-pianeta spaventosamente gigantesco, ospite ignoto del nostro sistema solare fin dalle origini e responsabile delle perturbazioni all’interno delle Nube di Oort. Dove si trova e da dove si starebbe muovendo.

 

Fonte: http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/

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