Analisi di un’alieno ai raggi x e un’altro alieno in miniatura.

alieno-cile-greer-01Nei tempi che viviamo, sembra particolarmente difficile addentrarsi nella “selva oscura” della ricerca della verità, soprattutto quando si cerca di rispondere alla domanda importantissima sull’esistenza di vita senziente extraterrestre.

Con l’avvento di internet da una parte abbiamo avuto accesso ad una quantità straordinaria di informazioni sull’argomento, favorendo la presa di coscienza di fenomeni e questioni che travalicano i confini della scienza convenzionale, dall’altra si corre il rischio di generare notevole confusione tra gli internauti appassionati al tema, soprattutto a causa della grande mole di informazioni non verificabili, notizie palesemente false, oppure scherzi ed equivoci della percezione.

L’occasione per queste riflessioni ci è fornita dalla controversa vicenda del dottor Steven Green e del curioso ritrovamento di quello che egli crede essere la mummia di un alieno. Se mai la notizia dovesse risultare vera, ci troveremmo di fronte alla prova definitiva dell’esistenza di esseri intelligenti extraterrestri, cioè, la scoperta più importante nella storia dell’umanità.

Purtroppo, anche in questo caso ci troviamo sospesi parola di un singolo ricercatore indipendente e una selva di critiche, distinguo e sospetti che minano alla base la credibilità di Green. L’unica strada percorribile da Green è la pubblicazione scientifica delle sue ricerche e il conseguente riconoscimento da parte della comunità scientifica. Ma andiamo ai fatti.

 

 

Steven M. Greer, osteopata americano, è uno dei personaggi più conosciuti nella comunità ufologica internazionale. E’ il fondare dell’Orion Project, organizzazione per lo sviluppo e la ricerca di energie alternative, e del Disclosure Project, il cui fine è quello di arrivare alla divulgazione definitiva di tutta la verità sulla vita extraterrestre, l’attività aliena sulla Terra e tecnologia aliena, cancellando definitivamente mezzo secolo di cover-up e documenti segretati.

Dal 1995 è anche a capo del CSETI (Center of Study of Extraterrestrial Intelligence), associazione che mira a stabilire un contatto con le intelligenze aliene. Insomma, un curriculum di tutto rispetto di un uomo che ha dedicato tutta la sua vita alla ricerca ufologica.

Nell’estate del 2012, Greer aveva annunciato al mondo di essere venuto in possesso del corpo mummificato di un’entità biologica dalle dimensioni ridotte (circa 12 centimetri), molto simile alle rappresentazioni umane dei cosiddetti “alieni grigi”.

La notizia lasciò tutti senza fiato, anche perchè il ricercatore prometteva che di lì a pochi mesi sarebbero state eseguite delle analisi di laboratorio sul reperto, per poter appurare con che cosa abbiamo a che fare.

L’autore della scoperta, però, non è stato Steven Greer, ma Ramon Navia Osorio, presidente dell’Instituto de Investigaciones y Estudios Exobiologicos, il quale rinvenne il reperto nel 2003 a Noria, nel deserto di Atacama, in Cile, nelle vicinanze del luogo che nel 1997 era stato oggetto, secondo alcuni testimoni, dello schianto di un UFO a forma di uovo. Sul sito web di Navia Osorio è possibile leggere un ampio reportage.

Pare che sul luogo dello schianto fosse presente il marine americano Jonathan Weygandt, poi intervistato successivamente dallo stesso Greer. Il militare descrive l’astronave come una forma a metà strada tra un uovo e una goccia, dalla quale fuoriusciva uno strano liquido organico.

Weygandt racconta di aver provato una grande spavento per quello che aveva visto, ma a tranquillizzarlo sarebbero stati gli stessi esseri a bordo del misterioso velivolo, comunicando con lui per via telepatica. Subito dopo, il marine fu arrestato da una squadra speciale, una sorta di Men in Black. [Esitono davvero in “Men in Black”?].

“Temevo che mi avrebbero ucciso”, racconta Weygandt, “mi avevano detto che non mi sarei dovuto trovare in quel posto e che potrei essere diventato pericoloso se mi avessero lasciato andare”. Il leader di questo misterioso team, alla fine, avrebbe intimato a Weygandt di convincersi di non aver visto niente, che lui non esisteva e che il fatto non era mai accaduto. Se avesse detto a qualcuno una sola parola di quello che aveva visto, sarebbe scomparso per sempre.

Venuto a sapere del singolare rinvenimento, Greer ha cominciato ad indagare fino a venire in contatto con Novia Osorio, rilanciando la notizia del ritrovamento nell’estate del 2012, promettendo una serie di analisi di laoratorio che avrebbero confermato definitivamente l’origine aliena della creature mummificata.

Molti hanno messo in dubbio la veridicità dell’annuncio di Greer, anche perchè il ricercatore sta lavorando ad un docu-film di prossima uscita, Sirius, nel quale oltre a presentare nuove prove sull’esistenza aliena, saranno mostrati anche i risultati definitivi delle analisi sul presunto alieno.

Tutto farebbe pensare ad una forma di pubblicità per favorire l’acquisto del documentario. Tuttavia, a distanza di 5 mesi, Greer, in anticipo sull’uscita del film, ha fornito i primi risultati delle osservazioni di laboratorio. Così scrive sul suo blog:

“Dopo molte settimane di viaggio, siamo di ritorno con i risultati strabilianti ottenuti dallo studio di quel piccolo, potenziale corpo extraterrestre. Io, il Dottor Bravo ed Emery Smith abbiamo raggiunto il paese che ora ospita l’essere e siamo stati in grado di effettuare esami ai raggi X e una Tomografia Assiale Computerizzata dell’intero corpo. Abbiamo poi prelevato campioni di DNA in condizioni sterili. Ora verranno analizzati da uno dei genetisti più importanti al mondo.

Le immagini hanno mostrato un organismo biologico intatto ed umanoide, senza alcun dubbio. Le sorprendenti immagini in 3-D lo hanno ricostruito nel dettaglio e così abbiamo potuto vedere i suoi organi interni, come i polmoni e una struttura che io sono pressoché sicuro sia il suo cuore.

Tali immagini sono state appena esaminate dalla massima autorità mondiale in fatto di anomalie scheletriche, displasie e sindromi fetali: ha stabilito che questo essere ha una struttura scheletrica differente dalla nostra. Sappiamo inoltre che non è un ominide antico e sebbene abbia un aspetto umanoide non è apparentemente umano”.

alieno-cile-greer-02.jpg

Quindi si tratterebbe di un essere simile a noi, ma non appartenente alla specie umana. Alcuni hanno ipotizzato che si trattasse di un feto deforme. Per sfatare quest’ultimo dubbio, è stato chiesto il parere di alcuni esperti:

“Sia questo esperto, sia il radiologo che è a capo del laboratorio dove sono stati effettuati gli esami hanno affermato che la densità ossea impedisce che il corpo possa essere quello di un feto di 20-22 settimane. C’è semplicemente troppo calcio nelle ossa di questa creatura per poter essere un feto di quell’età. Entrambi i medici concordano che la morte deve essere avvenuta dopo la nascita, ovvero è sopravvissuto per un certo tempo al di fuori dell’utero, ammesso che si trovasse dentro un utero…”

Insomma, messa così la notizia sembra assolutamente attendibile. Ma manca la prova regina: il test del Dna, l’unico a poter togliere ogni dubbio per sgombrare il campo da mille illazioni:

“Le procedure sono complesse e richiedono parecchio tempo. Stiamo utilizzando tutte le tecniche più sofisticate a nostra disposizione  e il gruppo di studiosi al lavoro è il migliore e il più preparato che potessimo assemblare. Ci vorranno circa due mesi o forse più”.

Quindi, entro la fine di marzo dovrebbe arrivare il responso definitivo su questo caso sorprendente che entusiasma gli assertori della presenza sulla Terra di creature aliene e che invece lascia del tutto increduli gli scettici convinti.

 

Alieni in miniatura

Non è la prima volta che ci si imbatte in alieni di piccole dimensioni. Una curiosa notizia “antica” su dei piccoli esseri alieni fu riportata nel lontano 1954 dalla mitica rivista “La Domenica del Corriere”.

corriere_cennina.jpg

Grazie al racconto riportato da ufonetwork.it, apprendiamo che la signora Rosa Dainelli in Lotti il 1° novembre si stava recando alla prima messa del mattino nella chiesa di Cennina,in Toscana, quando durante l’attraversamento di un boschetto vide uno strano oggetto tra i cespugli; si trattava di una specie di fuso, un oggetto appuntito conficcato nel terreno.

La Lotti, spinta dalla curiosità, si avvicinò e giunta a pochi metri vide con sua grande sorpresa sbucare dal ‘fuso’ due piccoli esseri viventi! La statura era di circa un metro, ma dall’aspetto generale chiaramente umanoide. La testimone ebbe l’impressione di due ‘anziani’, dagli occhi molto belli ed un’aria intelligente. I denti superiori apparivano ben visibili e sembravano come limati.

I due misteriosi esseri indossavano una tuta aderente di colore grigio, un corto mantello, un giubbotto sul torace su cui erano presenti bottoni luminosi ed in testa un ‘caschetto’ apparentemente di cuoio con due dischetti in corrispondenza delle orecchie.

I due personaggi, una volta di fronte alla Lotti, si scambiarono tra di loro alcune misteriose parole ‘…liu…lai…loi…’, poi improvvisamente uno dei due sottrasse alla donna il mazzo di fiori che aveva in mano ed una calza.

Al chè la Lotti protestò e l’essere le restituì una parte dei fiori, ma non la calza che gettò invece all’interno del ‘fuso’ dal quale estrasse una specie di ‘rotolo’ con il quale le fece come una ‘fotografia’. Dopo di chè, spaventata a morte, la Lotti si avviò velocemente verso Cennina dove avrebbe poi raccontato a tutti i presenti l’episodio.

Tratto da: http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/

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