Asteroidi: pericolo dai frammenti di scissione cometari – sotto osservazione la cometa Ison che potrebbe generare una pioggia di detriti spaziali

 

 

cometa502-Mar.-29-13.381-e1364563089361L’astronomo dilettante svedese Peter Rosen ha scoperto un frammento di scissione dal nucleo della Cometa PanStarrs che sta lasciando il nostro sistema solare.  Peter ha elaborato alcune immagini tra il 16 e 21 Marzo 2013, che mostrano, o che sembrano mostrare, un frammento di scissione dal nucleo di PanStarrs.

IL PERICOLO POTREBBE VENIRE ANCHE DAI FRAMMENTI DI SCISSIONE COMETARI

Un frammento di scissione potrebbe essere catalogato anche come frammneto asteroidale che si distacca dalla cometa lungo il suo percorso a forte velocità nello spazio. Questo frammento  è visibile in alcuni scatti fotografici che vi presentiamo. Ovvio che il tutto potrebbe mettere in allarme i ricercatori del NEO della NASA, che appunto hanno scoperto la Cometa che proveniva dall’esterno del nostro sistema solare, ovvero dalla nube di Oort, spinta chissà da quale forza misteriosa.

 

 

L’immagine colorfull è una modulazione di frequenza che aumenta il contrasto e mostra chiaramente il frammento, ma si vede come un punto scuro davanti al soffietto del nucleo cometario..  C’è anche un normale e un contrasto potenziato / affiliato all’ immagine. C’era anche un aereo che passa nel piccolo campo di 13 x 18 della mia videocamera CCD. L’osservazione è stata effettuata con una DBK41AF02 CCD-camera montato sul mio OrionOptics CT-10 f/4.8 Newton. Spero che questo frazionamento del nucleo può essere confermata da altri astronomi molto presto.

Ovviamente ci si domanda se vi sia un rischio o pericolo per un eventuale distacco di frammento asteroidale da altre comete che passeranno vicino alla Terra, come ad esempio la Cometa Ison, anch’essa proveniente dalla nube di Oort. Infatti i responsabili del Progetto NEO della NASA seguono da vicino l’andamento ed il percorso cometario, dato che è la prima volta che 4 comete si avvicinano alla Terra nell’arco di pochi mesi.

La cometa Ison fu scoperta dai russi Vitali Nevski e Artyom Novichonok, che l’hanno notata osservando alcune fotografie scattate tre giorni prima con un telescopio da 15,7 pollici (0,4 metri) eell’International Scientific Optical Network (da cui Ison), nei pressi di Kislovodsk. Quando fu avvistata per la prima volta, la cometa Ison si trovava a circa 625 milioni miglia (1 miliardo di chilometri) dalla Terra e a 584 milioni miglia (939 milioni di km) dal Sole, nel cuore della costellazione del Cancro. Ad aver attirato l’attenzione degli studiosi è stata la brillantezza, la luminosità del ‘sassolino’ spaziale, dotato di di magnitudine 18,8.

Ison si avvicinerà al Sole il 28 novembre

Quel giorno la cometa arriverà a circa 1,2 milioni di km dalla superficie del sole. Finora ha tutte le carte in regola per trasformarsi in un oggetto abbagliante ben visibile nel cielo notturno, e anche in quello diurno. Ma ciò accadrà solo se Ison riuscirà a sopravvivere al suo passaggio ravvicinato al Sole.

Ison potrebbe anche…sparire

Accadde anche nel 1973, quando l’attesa cometa Kohoutek che aveva promesso spettacolo proprio come Ison, improvvisamente svanì. Rimase comunque famosa perché fu la prima cometa ad essere osservata dall’equipaggio di una navicella spaziale, quello dello Skylab 4. Continuò però ad ispirare artisti e musicisti. “Le comete sono notoriamente imprevedibili” dicono gli esperti.

Ison ha il potenziale per sopravvivere all’incontro ravvicinato col Sole, ma questa non è una certezza. Le forze di marea e la radiazione solare sono notoriamente nemici giurati delle comete e spesso sono i responsabili della loro distruzione, come accadde alla cometa Elenin, che fu distrutta nel 2011 mentre si avvicinava il Sole. Elenin, tuttavia, era una cometa molto più piccola.

La cometa potrebbe generare una pioggia di detriti

A gennaio del 2014, probabilmente attorno al 16, la cometa Ison ormai in fase di allontanamento dal Sole potrebbe lasciare un ultimo ricordino agli spettatori presenti sulla terra: uno sciame meteorico, che potrebbe avere come radiante, come origine, la costellazione del Leone.

Redazione Segnidalcielo

 

 

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