Dai paesi emergenti: addio a FMI e Banca Mondiale

 

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Si tratta di un’azione rivoluzionaria, contrastata con forza da Usa e banche d’affari. I cosiddetti Brics creeranno una loro Banca per lo Sviluppo e un’agenzia di rating.

I cinque leader dei Paesi Brics: da sinistra, la presidente del Brasile Dilma Roussef, il presidente russo Vladimir Putin, il primo nimistro indiano Manmohan Singh, il presidente cinese Hu Jintao, il presidente del Sudafrica Jacob Zuma.

di Franco Fracassi

I Paesi emergenti creeranno la loro Banca per lo Sviluppo e la propria agenzia di rating per fermare la dittatura del Fondo monetario internazionale e della Banca Mondiale. È quanto deciso dai Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) in un vertice tenuto a Durban, in Sudafrica. Nel documento finale si parla anche di «emarginare la dittatura di Moody’s, Standard & Poor’s e Morgan Stanley». La Banca per lo Sviluppo Brics conterà su un capitale iniziale di cinquanta miliardi di dollari. Rimangono solo da ultimare i dettagli strutturali. Il suo scopo principale è di sostenere progetti di infrastrutture e sviluppo sostenibile. Gli Stati Uniti tremano.

Si tratta di uno strappo inimmaginabile fino a poco tempo fa. In una nota, Goldman Sachs definisce la decisione del vertice «un tentativo di sovvertire l’ordine costituito e un’aperta ribellione allo status quo consolidato dal diritto internazionale e da sessant’anni di diplomazia».

Alla testa del progetto ci sono India e Brasile. L’ex ministro delle Finanze indiane, Jaswant Singh, ha dichiarato: «Si tratta della nostra grande occasione. L’India avrà l’occasione di ottenere un grande sviluppo economico, reale. Grazie al know how cinese potrà costruire una rete di infrastrutture che cambieranno il Paese».

Se il progetto divenisse realtà a rimetterci di più saranno gli Stati Uniti. Finora la moneta di scambio internazionale è stata il dollaro. Anche il petrolio viene pagato solo in dollari. Grazie a ciò Washington si è potuta permettere un debito pubblico spropositato, ben sapendo che nessuno avrebbe mai chiesto di saldare i conti, come invece è accaduto per alcuni Paesi europei, Italia compresa. Insomma, grazie alla posizione privilegiata del dollaro, il debito statunitense è stato pagato dal resto del mondo. Con la nascita della Banca per lo Sviluppo i Paesi Brics inizieranno a commerciare con un’altra moneta. A questo punto che cosa ne sarà del dollaro e del debito Usa?

Fonte: http://popoff.globalist.it/Detail_News_Display?ID=70922&typeb=0

Tratto da: http://www.stampalibera.com

6 risposte a “Dai paesi emergenti: addio a FMI e Banca Mondiale

  1. Se non sbaglio questa e’ una vecchia notizia….Ho letto da qualche parte che ora i paesi che appartengono al Brics non sono piu’ 5, ma piu’ di 100!!!!!…Correggetemi se sbaglio!

    • È giusto, la notizia è di metá sprile. Ho voluto postare l’articolo ugualmente perché dava un’idea delle conseguenze inoltre è interessante leggere questo articolo in relazione a quello postato ieri, sempre sul dollaro.

  2. E’ UN PRIMO TIMIDO PASSO PER L’ELIMINAZIONE DELLE BANCHE DALLA FACCIA DELLA TERRA,.. SISTEMI MEDIEVALI BASATI SU MECCANISMI MEDIEVALI CHE PREMIANO IL DENARO PER IL DENARO E STRONCANO IL TALENTO E LA CREATIVITA’ DELLE GENTI LIBERE DELLA TERRA ! E’ UN PRIMO PASSO,..MA TUTTE LE NAZIONI COMPRESO GLI STATI UNITI DOVRANNO PRIMA O POI RIVEDERE I MECCANISMI FUNZIONALI DEI LORO SISTEMI ECONOMICI !!!

  3. Pingback: La rivoluzione dei paesi emergenti | ICONICON POST·

  4. Come si può pretendere di staccarsi da un sistema continuando ad usare il sistema stesso?

    “La Banca per lo Sviluppo Brics conterà su un capitale iniziale di cinquanta miliardi di dollari.”

    Continuando ad usare come metro sempre il dollaro è ovvio che nulla possa cambiare. Alla F.E.D. poco interessa chi usa i suoi fake-dollars, basta che si usino.

    Purtroppo devo dire che la presenza di questa frase all’interno dell’articolo, mi fa dubitare delle purezza dell’articolo stesso, o, semmai, nella buonafede dell’autore, mi fa dubitare dei “nobili” obiettivi di questa banca.

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